hanno tutti ragione
(soprattutto Paolo Sorrentino)

1 Ottobre 2010
Scritto da: Marta Dore www.martahasflowers.com

Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione (Feltrinelli, 2010, € 18,00).

Ho letto un libro che sono impazzita, che forse mi sono ammalata apposta solo per poterlo leggere in pace. Persa nel mio letto e nelle parole di Sorrentino, ho riso e pianto, ho provato tenerezza e disgusto pietà e orrore.

Ho goduto di una scrittura magistrale e barocca e invece anche secca, di un’intelligenza che non mi lasciava tregua e pazienza se a volte era un tantino troppo compiaciuta di sé. Ho letto un libro di quelli che ti fanno amare la letteratura per sempre, ma non come quando ti succede – come diceva il giovane Holden – che vorresti che il protagonista (o era lo scrittore?) diventasse tuo amico, perché sinceramente io non potrei mai diventare, credo, un’amica né di Tony-coca-Pagoda, né della dolcissima e disperata Rita Formisano, che disse la parola sbagliata nel momento sbagliato, né della baronessa Eleonora Fonseca, che uccise la propria dignità per un barlume di piacere, né tantomeno potrei frequentare Alberto Ratto o l’orrido Fabio.
Però anche se non uno dei personaggi me lo sono sentito vicino o simile a me, li ho amati tutti da perderci la testa, perché tra le verità che mi ha insegnato Sorrentino, che è un genio davvero se sa fare i film che fa e se sa pure scrivere i libri che scrive, c’è che la meraviglia della vita sta anche nelle differenze, nei mondi così diversi che ti convivono accanto e che, stando ai tuoi antipodi, ti possono dire molto più di te di quanto non faccia lo specchio appeso sopra il lavandino del bagno.

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bagaglio essenziale

16 Settembre 2010
Tempo di lettura: 3 minuti
[Potete leggere questo pezzo anche su www.passeggiandoinbicicletta.it un sito che propone itinerari, mappe e impressioni di chi ha fatto una gita o un viaggio in bicicletta]


Quattro adulti, quattro bambini lungo il Danubio, da Passau a Vienna, cinque giorni ai pedali, bagaglio al seguito: finalmente i miei figli sono abbastanza grandi per la vacanza che sogno da sempre. Duecento chilometri, riva nord, riva sud, i battelli di legno per attraversare, la sera cercare un posto in cui dormire, e fermarsi stanchi ma già col pensiero di ripartire. In un viaggio in bicicletta alcune comuni leggi della fisica e del corpo non valgono più. Tanto per cominciare la velocità non è il rapporto tra lo spazio e il tempo, Continua a leggere »

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Benedetta Cibrario Sotto cieli noncuranti

4 Settembre 2010
Scritto da: Alessandra D’Ottone

«Ho sentito dire che toglieranno dal mercato i termometri a mercurio e le lampadine a incandescenza. Niente più palline a mercurio che corrono sul pavimento finchè non si urtano e si fondono in una più grande. Niente più filamenti incandescenti da guardare con gli occhi socchiusi per vedere i fili argentati che fremono. Il mondo è fatto di dettagli. Noi siamo un agglomerato di dettagli. Siamo una manciata di neve fresca che si scioglie al calore della mano. Palline di mercurio, sensazioni imprecisate, trascuratezze, minuti evaporati. Mezze frasi a cui non si è prestata attenzione, facce di cui non si ricorda più l’espressione. Avvertimenti. Segnali. Intuizioni. Paure, premonizioni, fesserie, sogni che s’infrangono e sogni che si avverano, siamo gli oggetti che intasano le nostre case, le memorie che accavallano e perdono di senso, fuse come sono in un significato nuovo. Siamo le disattenzioni. Le conseguenze. Le fortune immeritate. Le sventure. Siamo addormentati sotto cieli noncuranti, cieli che sono ovunque benché la neve li nasconda allo sguardo, come a proteggerli dalle domande di fuoco che incendiano la testa. Avrei soltanto voluto avere il tempo di spiegare a un bambino dalle ciglia scure che i semi della melegrana sono traslucidi e che i bottoni di madreperla un tempo sono stati conchiglie cullate dal mare. E che non siamo capaci di volare. Non lo saremo mai». Questo profondo monologo di un’anima che non sa fare a meno di scaraventare la propria dimensione sensibile su quella gran parte di mondo sovrastata da vasti cieli noncuranti sbalza con sottile veemenza dal testo dell’ultimo romanzo di Benedetta Cibrario, Sotto cieli noncuranti, edito nel 2010 da Feltrinelli. Continua a leggere »

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stupore
(Banana Yoshimoto Delfini)

12 Agosto 2010
Tempo di lettura: 30 secondi

Banana Yoshimoto, Delfini (Feltrinelli, 2010, € 10,00). «Ogni volta che mi svegliavo, vedevo il soffitto di una stanza a me poco familiare e una bambina piccolissima, e mi stupivo regolarmente» (pag. 158). Kumiko, la protagonista del romanzo, è appena diventata mamma, e la scrittrice giapponese dal tocco leggero riesce a dire in due parole cosa si prova alla nascita di un figlio. Uno stupore che chiede tempo per abituarcisi. Lo stesso stupore felice che, in piccolo, ci prende di fronte a ogni cosa che facciamo nascere. Continua a leggere »

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virtuali e veri
(Daniel Glattauer Le ho mai raccontato del vento del Nord)

3 Agosto 2010
Tempo di lettura: 45 secondi

Daniel Glattauer, Le ho mai parlato del vento del Nord (Feltrinelli, 2010, € 16,00). «Nelle e-mail che le scrivo posso essere la vera Emmi, che altrimenti non sono. Nella “vita reale” devi sempre arrivare a un compromesso con la tua emotività: QUI niente reazione esagerata! Questo lo devo accettare! QUI devo mostrarmi superiore! Adegui continuamente i tuoi sentimenti all’ambiente circostante, hai riguardo per gli affetti, ti infili nel centinaio di piccoli ruoli quotidiani, fai l’equilibrista, ragioni, soppesi» (pag. 87). Solo nella relazione via e-mail con Leo, un uomo che non ha mai visto, Emmi è se stessa. Paradosso moderno: la realtà virtuale consente rapporti perfetti. Ma è solo per finta. O forse no? Una cosa è chiara, il computer ha generato un nuovo tipo di emozioni. Questo romanzo (bellissimo!) è il primo a parlarne sul serio.

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