l’invisibile dottor B.
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Una domenica di gennaio dell’anno scorso mia figlia si sveglia con un occhio gonfio e rosso che non si apre. Corriamo al pronto soccorso. Nel giro di sei ore è visitata da tre medici di specialità diverse, fa una tac, riceve una diagnosi, viene ricoverata e inizia la terapia in un reparto pediatrico dove ogni mamma ha una brandina per la notte e dottori e infermieri sono bravissimi a trattare con i bambini. Il secondo giorno di ricovero mi viene offerta una stanza singola. Dei parenti medici l’hanno chiesta a mia insaputa, o forse è stata offerta per il semplice fatto che avessi dei parenti medici. Sento le infermiere mormorare infastidite, iniziano a guardarmi di traverso, Continua a leggere »
