1 Novembre 2010


Alda Merini Eternamente vivo (Frassinelli, 2010, € 20,00 con dvd). «Io non so come prende forma / una poesia. / Io prendo il fango / della mia vita / e mi sento / un grande scultore» (pag. 38). Senza essere poeta, col “fango della propria vita” ognuno può creare qualcosa. Alda Merini ce lo ricorda quasi senza volerlo. Le sue poesie hanno sempre questo effetto, ti toccano quale che sia il tema. Forse perché non le scriveva: le “parlava”, le dettava agli amici (come mostra il bel dvd allegato al libro). Alda Merini se n’è andata un anno fa, il 1° novembre. Per scoprirla o riscoprirla, esce anche un’antologia, Il suono dell’ombra. Poesie e prose 1953-2009 (Mondadori, € 38,00).
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31 Ottobre 2010

Tempo di lettura: 5 minuti
Un quinquennio dopo il trionfale esordio letterario e l’incoronazione (eseguita di persona dal giornalista Antonio D’Orrico) a erede di Philip Roth e di Proust, Alessandro Piperno ha partorito il secondo romanzo, Persecuzione (Mondadori, 2010, € 20,00), e lo ha diviso in due parti che insieme compongono Il fuoco amico dei ricordi: dopo 416 pagine rilegate con nuova raffinatezza – l’interno della copertina cartonata è rosso, e rosso è il testo sul risvolto della sovracoperta – il libro si chiude con un “continua…”. Tra un anno esatto sapremo come. Nell’attesa, Persecuzione offre di che discutere. Il primo ad affrettarsi è stato un fan storico di Piperno, Gad Lerner, che quando il volume non aveva ancora finito di invadere le librerie (è uscito il 26 ottobre) già lo recensiva su Vanity Fair e sul suo blog con larghezza di affetti e qualche artificio retorico tipo: avrei voluto confermare la regola che l’esordiente di successo proprio non ce la fa a bissare l’opera prima, ma Piperno si è superato. Non so voi, io Con le peggiori intenzioni l’ho trovato irritante, supponente e finto-profondo, sensazione che si era “materializzata” ulteriormente dopo aver visto alcune foto dello scrittore: Continua a leggere »
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11 Ottobre 2010

Scritto da: Angela
Margareth Mazzantini, Venuto al mondo (Mondadori, 2oo8, € 20,00). Un viaggio che racconta l’amore, vissuto sullo sfondo della guerra a Sarajevo, “elenco dei vivi strappati alla vita, tutti nello stesso istante, nello stesso battito d’ali dello stesso diavolo”. Una mostra fotografica che porta indietro nel tempo, nel ricordo di Diego, padre di suo figlio Pietro.”La vita è come acqua, scompare, affonda e poi riaffiora dove può, dove deve”. Vi consiglio di leggerlo perchè quella storia prende davvero vita.
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1 Ottobre 2010

Scritto da: Raffina
Manuela Stefani, La stanza del pianoforte (Mondadori, 2010, € 16,00). «L’adolescenza è volata verso la vita. L’amore è un patrimonio fatto di ricordi. Finché lo rammentiamo l’amore esiste. Urlò il cuore». E l’Amore è il protagonista di questa storia intrisa di emozione e tristezza. Daniele si innamora di Bianca fin da piccolo, saranno due amici inseparabili, ma lui non troverà mai il coraggio di confessarglielo. Bianca si sposa e ha tre figli mentre Daniele trascina la sua vita finchè decide di approdare a matrimonio sicuro e scialbo con Candida. Purtroppo Daniele si ammala e Binaca al funerale incontrerà Candida. Non dico altro. Da leggere per emozionarsi.
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30 Settembre 2010

Tempo di lettura: 30 secondi
Mary Westmacott, Il deserto del cuore (Mondadori, 2010, € 9,50). «Io ti dico che se tu distogli Rupert Cargill dal suo lavoro e gli rendi impossibile continuare a farlo, verrà il giorno in cui dovrai rassegnarti a vedere l’uomo che ami infelice, insoddisfatto, invecchiato prima del tempo, stanco, scoraggiato… Insomma, un uomo solamente a metà. E se pensi che il tuo amore, o l’amore di qualsiasi donna, possa ricompensarlo per questo, allora ti dico chiaro e tondo che sei una piccola stupida sentimentale» (p. 111). Mary Westmacott, ovvero Agatha Christie, scrisse queste parole nel 1944. Il romanzo da cui sono tratte è sbrigativamente definito “rosa”. Psicologico gli renderebbe più giustizia, ma non basta ancora. La regina del giallo raccoglie con occhio da detective e cuore da vera donna gli indizi del più grave e diffuso crimine amoroso: volere l’altro a nostro modo.
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21 Settembre 2010

Una lettrice ha recensito su questo blog La solitudine dei numeri primi, celeberrimo libro (e ora anche film) di Paolo Giordano, all’epoca 27enne fisico e scrittore esordiente. È un romanzo che si beve come un bicchier d’acqua, e si dimentica con la stessa facilità. I personaggi sono un guizzo, un lampo di intuizione, ma spessore zero. Quando l’ho letto ho pensato: bravo l’editor che ha scelto il titolo – ormai è cosa risaputa chi l’ha scelto e quanto abbia contato, quel titolo, per scalare la classifica. E il secondo pensiero è stato: bandiamo un concorso? Scrivi un romanzo intitolato “La solitudine dei numeri primi”.
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21 Settembre 2010

Scritto da: Alessandra D’Ottone
Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi (Mondadori, 2008, € 18,00). «I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci». La solitudine dei numeri primi è il primo romanzo del giovane fisico torinese Paolo Giordano e ha vantato sin dall’esordio un sinergico consenso tra pubblico e critica (è stato, infatti, l’incontrastato vincitore del Premio Strega 2008). Questo romanzo, appartenente al genere “di formazione”, racconta la storia di Alice e Mattia, entrambi torinesi (sebbene sia sostanzialmente taciuto ogni riferimento topografico), le cui vite vengono gravemente segnate da vicende accadute nella loro infanzia. Continua a leggere »
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21 Settembre 2010

Tempo di lettura: 30 secondi
Pascal Mercier, Treno di notte per Lisbona (Oscar Mondadori, 2008, € 9,40). Un giorno il grigio e prevedibile Gregorius, prof di liceo, esce dall’aula e prende un treno per Lisbona, abbandonando per sempre la sua vita abitudinaria. «È un errore credere che i momenti decisivi di una vita, in cui il cammino usuale modifica per sempre la sua direzione, debbano essere connotati da una drammaticità chiassosa e stridula e da violenti maremoti interiori. […] In realtà l’esperienza che determina un drammatico cambiamento di vita ha spesso una levità incredibile. […] spesso nel momento in cui ha luogo può passare inosservata» (pag. 47). Se l’attimo della svolta facesse rumore, ci verrebbe paura, e non cambieremmo mai.
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28 Agosto 2010

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Dave Eggers, Zeitoun (Mondadori, 2010, € 9,00). New Orleans, 29 agosto 2005, Abdulrahman Zeitoun rimane a sorvegliare casa sua dopo aver spedito al nord la moglie Katie e i quattro figli: in città, oltre alla sua impresa di tinteggiatura e restauri, ha diverse case affittate e non è tipo da aver paura di un uragano. È nato su un’isola della Siria dove i ragazzini vivevano in mare e suo fratello maggiore è stato il più grande nuotatore che il Paese abbia mai avuto. Inizia a piovere, il cielo è nero fitto, l’uragano di forza 5; Zeitoun tappa con i cuscini qualche buco nelle finestre, la notte è di vera tempesta ma lui è fiducioso. Verso mattina si accorge che il piano terra si sta trasformando in un acquario. Osserva lo spettacolo con occhi da bambino, e lo trova addirittura bello! Non è il primo uragano, per lui. Da quando vive a New Orleans sono cose che capitano. Zeitoun prende la canoa comprata nella speranza di appassionare i figli al mare, ed esce per le strade trasformate in fiumi. Pagaiando silenzioso sull’acqua riesce a sentire i richiami dalle case, c’è un’anziana che ha passato la notte galleggiando attaccata alla libreria; Zeitoun mette in salvo diverse persone, quel giorno, e si convince di aver fatto bene a restare. Continua a leggere »
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27 Agosto 2010

Scritto da: Paola
Madeleine Wickham, La compagna di scuola (Mondadori, 19,00 euro). “La vita è troppo breve per sprecare tempo all’aereoporto ad aspettare valigie piene di vestiti mai indossati”. Eh sì, in un romanzo leggero, ironico, estivo come questo mi è restata in mente questa frase. L’utile e l’inutile determinano la nostra vita e le nostre scelte. Conviene davver ovivere e arrovelarsi per essere circondati da materiale futile? Io nel viaggio della mia vita preferisco partire con la valigia vuota, in modo da aver più spazio possibile da riempire.
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