17 Maggio 2014
Non è il momento più opportuno ma lo fai lo stesso, chiedi un giorno e mezzo di ferie per portarlo a Riccione, la gara di scherma più importante dell’anno. Scappi dal lavoro e lo recuperi a scuola, le 3 ore di treno verranno buone per preparare la verifica di storia, 100 pagine intonse da ‘ripassare’, dal crollo dell’impero romano alle crociate, lui protesta che la storia non serve a niente, tu ti fingi cintura nera di pazienza: chi conquistò Gerusalemme nel 1099?, lui fa la faccia concentrata in uno sforzo inumano, “Goffredo di Bosone!”, dice trionfante. Buglione, non Bosone!, “Ah, sì, giusto, è quasi uguale.” Non lo è, ma prosegui con calma olimpica Continua a leggere »
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7 Maggio 2014

Non è il momento più opportuno ma lo fai lo stesso, chiedi un giorno e mezzo di ferie per portarlo a Riccione, la gara di scherma più importante dell’anno. Scappi dal lavoro e lo recuperi a scuola, le 3 ore di treno verranno buone per preparare la verifica di storia, 100 pagine intonse da ‘ripassare’, dal crollo dell’impero romano alle crociate, lui protesta che la storia non serve a niente, tu ti fingi cintura nera di pazienza: chi conquistò Gerusalemme nel 1099?, lui fa la faccia concentrata in uno sforzo inumano, “Goffredo di Bosone!”, dice trionfante. Buglione, non Bosone!, “Ah, sì, giusto, è quasi uguale.” Non lo è, ma prosegui con calma olimpica fino a Riccione, Continua a leggere »
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25 Aprile 2014

Lello Gurrado, Fulmine (Marcos y Marcos, 2014, € 15,00, pp. 207). L’ho letto questo pomeriggio in giardino, inseguendo con la sdraio uno spicchio di sole; prima di correre a scriverne ho dovuto distrarmi interrando alcune piantine di basilico, per nascondere le lacrime ai miei figli: vaglielo a spiegare che piangevo per un libro che parla di un ragazzo pugliese trasferitosi in Veneto negli anni ’90 in cerca di fortuna, con la testa piena di sogni di uguaglianza e delle parole di Martin Luther King, Nelson Mandel e Malcolm X!
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18 Aprile 2014
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Capita
A volte capita, leggendo un romanzo, di entrare in una casa così reale e dettagliata che sembra di potersi sedere su una poltrona, di poter toccare gli oggetti nelle stanze. Continua a leggere »
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17 Aprile 2014


Ho letto Cent’anni di solitudine nell’estate dei 15 anni. Ero in vacanza in una vecchia casa in Puglia, con la sorella minore e i genitori in quell’età in cui si vorrebbe essere già liberi. Non potevo staccarmi da quel romanzo, era la porta sul mondo largo di cui ero assetata, pieno di personaggi appassionati e di spirito nobile come non era nessuno degli adulti che avessi intorno. Continua a leggere »
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10 Aprile 2014


Silvana D’Angelo, Antonio Marinoni, Velluto. Storia di un ladro (Topipittori, 2007, € 16,00). Certi libri non sono solo libri. Ne hanno la forma e forse l’intenzione, ma ne trascendono l’effetto. Velluto. Storia di un ladro racconta di un uomo che si introduce nelle case in cerca di odori che gli ricordino la sua infanzia lontana, probabilmente infelice. Coi sensi felpati di un gatto, cammina nei luoghi vissuti da altri; ricorda il personaggio di Ferro3 – La casa vuota, magnifico film di Kim Ki-Duk, che sapeva girare per le stanze abitate dall’amata e dal marito senza farsi scoprire.
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4 Aprile 2014

Amélie Nothomb, La nostalgia felice (Voland, 2013, traduzione di Monica Capuani, € 14,00, pp. 118). Seguita da una troupe della televisione francese, la scrittrice belga torna nella terra che le ha dato i natali, la primissima infanzia e un amore mai sopito. Non metteva piede in Giappone da quando, a 21 anni, ci era tornata vagheggiando il passato e un lavoro da nipponica doc. Aveva trovato un fidanzato e materia per scrivere due dei suoi libri più belli, Stupore e tremori (sulla sua esperienza in un’azienda di Kyoto) e Né di Eva né di Adamo (sull’amore con Rinri).
Questo ritorno ha la pacatezza dell’età, l’amarezza della nostalgia, la disillusione dei sogni infantili quando li si ricerca da adulti. Continua a leggere »
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13 Marzo 2014

Massimo Carlotto, Il mondo non mi deve nulla (e/o, 2014, € 9,50, pp. 106). Comincia così: un ladro su una panchina in una sera (d’estate?), in una Rimini placida e fuori dal tempo; si chiama Adelmo (già il nome…), sale su un terrazzo e si introduce in una casa a rubare (insospettabile destrezza) ma viene sorpreso dalla padrona di casa, stesa sul divano e per nulla intimorita. Lei è una ex croupier tedesca, lo guarda senza paura mentre lui le ruba cianfrusaglie e risponde al cellulare alla petulante compagna Carlina… C’è uno strano mix di realismo e insensatezza, in queste prime pagine, e non amo particolarmente la prosa zoppicante di Carlotto. Finché la donna, Lise, comincia a parlare. Allora il testo si fa teatrale e i personaggi “archetipi contemporanei”: Continua a leggere »
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9 Marzo 2014




Sfoglio i libri per ragazzi in uscita in queste settimane. La tendenza è inequivocabile: raccontare storie vere. Quando i miei bambini erano piccoli, un viaggio in macchina o un’attesa al ristorante erano momenti da riempire con una storia. Mio marito amava quelle vere, anche la cronaca, a volte. Impersonava i protagonisti con voci e gesti, tic e caricature. Si rideva, ma i temi erano forti. Mi chiedevo: non sarebbe meglio volare con la fantasia? Raccontare l’inverosimile per scatenare la proiezione in mondi immaginari e lanciare la creatività oltre i limiti del reale? Ma vedevo i miei figli con gli occhi sgranati: la strage di Marzabotto, la rivolta di Masaniello, la rivoluzione francese, Che Guevara… niente li appassionava di più. La fame di storie nasce con l’uomo. Le favole sono un dolce. Ma le storie sono pane.
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