prontuario di biblioterapia: geniale!
(Ella Berthoud, Susan Elderkin
Curarsi con i libri)

Ella Berthoud, Susan Elderkin Curarsi con i libri (Sellerio, 2013, traduzione di Roberto Serrai, € 18,00, pp. 640).
Chiunque ami leggere ci ha pensato. Ma loro l’hanno fatto. Un manuale per curarsi con i libri. Loro sono Ella Berthoud e Susan Elderkin, inglesi, pittrice e insegnante d’arte la prima, scrittrice la seconda. Amiche, ironiche. Sottotitolo: Rimedi letterari per ogni malanno. E con ogni intendono ogni. La prima cosa da fare è correre all’indice:
Abbandono;
Amore, essere in cerca di;
Cuore spezzato;
Follia;
Solitudine
sono cose che ti aspetti. Ma poi trovi:
Alopecia;
Balbuzie;
Cervicale;
Costipazione;
Cravatta macchiata;
Lunedì mattina, malessere del;
Mal di denti;
Orgasmi, avere troppi;
Orgasmi, non avere abbastanza;
Prediletta di papà, essere la;
Sudare;
Superlavoro;
Vittima degli ormoni, essere…
358 voci a ognuna delle quali corrispondono uno o più romanzi curativi.

Elizabeth Strout ha 57 anni e non un filo di trucco. Niente, nei suoi modi semplici, fa pensare che abbia vinto un premio Pulitzer e che sia una delle più raffinate scrittrici americane, in corsa per diventare un classico. Mi guarda con occhi curiosi dietro una montatura squadrata, «Che belli i tuoi occhiali» dice, ed è subito come chiacchierare con un’amica. Il tema che le sta a cuore sono le relazioni. I suoi romanzi raccontano storie minute ma capaci di trascendere il tempo e lo spazio in cui sono circoscritte per diventare parabole universali. Al centro dell’ultimo romanzo (il quarto), I ragazzi Burgess (Fazi), ci sono Jim avvocato spregiudicato, Bob avvocato fallito, Susan madre separata e intristita rimasta a vivere nel Maine. Tre fratelli segnati dalla morte del padre in un incidente quando erano piccoli. Uno di loro ne è stato la causa e, in modi diversi, il senso di colpa ha determinato le vite di onguno. I tre si ritrovano quando Zac, il figlio di Susan, adolescente ombroso e sofferente per la mancanza del padre, lancia una testa di maiale surgelata nella moschea della comunità somala di Shirley Falls, l’immaginaria città del Maine in cui la Strout ambienta i suoi romanzi. 





