16 Febbraio 2011


Tempo di lettura: 2 minuti
«Azzarderei [una tesi]: il cervello di una persona che nel corso della sua vita ha letto in media un romanzo al mese è diverso da quello di chi non ha allenato allo stesso modo la propria capacità di immedesimazione, preferendo assimilare dati di fatto. I romanzi sono realtà parallele: entrare in essi e accompagnare nel tempo i personaggi che li animano insegna delle abilità essenziali anche nella vita “reale”, per esempio saper analizzare e giudicare situazioni e opinioni degli altri come di se stessi. Il romanzo è una scuola d’eccelenza per conoscere l’essere umano». Così scrive Stefan Bollmann Continua a leggere »
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15 Febbraio 2011


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Banana Yoshimoto, Un viaggio chiamato vita (Feltrinelli, 2010, € 13,00). «Qualsiasi cosa venga fuori dal contatto con forme di vita diverse da sé, aggiunge un buon sapore all’esistenza» (pag. 132). La scrittrice giapponese racconta echi e sensazioni dei suoi viaggi, molti sono in Italia, che per lei è un po’ come andare su Marte. Sentirci descrivere dai suoi occhi diversi, Continua a leggere »
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14 Febbraio 2011

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Susanna Bonati Decio, A mia madre (nonostante tutto) (Albatros Il Filo, 2010, € 15,50) «Ci sono ferite senza dolori e dolori senza ferite […]. Non sempre le ferite sanguinano; e quando non lo fanno, pare che l’assenza di teatralità non riesca ad attrarre sguardi e attenzioni pronti. Ma come? Se non ci sono rivoli di sangue rosso vermiglio e squarci da cucire non ci sono danni? Continua a leggere »
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5 Febbraio 2011


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Mariapia Veladiano è un’esordiente, il che oggi, grazie a una nuova moda che ha contagiato le maggiori case editrici, equivale a essere il nome di punta tra gli scrittori dell’anno. In genere l’esordiente “da spingere” è una ragazza giovane e carina, col che ovviamente non intendo dare pregiudizi di merito sul talento, ma un po’ di fastidio nei confronti degli uffici stampa che chiamano chiedendo di intervistare l’esoerdiente perché “è molto carina” è difficile da nascondere. È un sollievo quindi che Mariapia Veladiano abbia 50 anni: laurea in filosofia e in teologia, insegna lettere in un liceo di Vicenza Continua a leggere »
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31 Gennaio 2011


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Oggi mi è arrivato un libro veramente inatteso e altrettano gradito: Il canto di Bernadette di Franz Werfel (Gallucci, 2011, € 19,00), riedito nell’unica traduzione autorizzata, quella di Remo Costanzi. Lo lessi un imprecisato numero di anni fa pubblicato da Mondadori nella storica collana Medusa, un’edizione del 1946 (cinque anni dopo la prima uscita del romanzo). Amico di Kafka, ebreo praghese, nel 1940, in fuga dalla persecuzione nazista, Werfel si rifugia con la famiglia sui Pirenei e per parecchie settimane rimane nascosto a Lourdes, Continua a leggere »
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31 Gennaio 2011

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Testi di Edouard Osmont, illustrazioni di Sara Gavioli, La governante (Orecchio Acerbo, 2010, € 15,00). Dice il sottotitolo: allegra storia di un cadavere devoto. Ed è subito chiaro l’umorismo un po’ nero. Tutto comincia quando il signor Tapinois – figurina di spigolosa aristocraticità tratteggiata in bianco e nero da Sara Gavioli – si allena a sparare in sala da pranzo. Ingenuo stupirsi se una pallottola Continua a leggere »
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26 Gennaio 2011

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Niccolò Ammaniti, Io e te (Einaudi, 2010, € 10,00). «E poi, io odiavo le fini. Nelle fini le cose si devono sempre, nel bene o nel male, mettere a posto. A me piaceva raccontare di scontri tra alieni e terrestri senza una ragione, di viaggi spaziali alla ricerca del nulla. […] Mi faceva impazzire, quando vedevo un film, che papà e mamma stessero sempre a discutere della fine, come se la storia fosse tutta lì e il resto non contasse nulla» (pag. 96). A entrare nella testa di un adolescente, Ammaniti è maestro. Lorenzo finge di partire coi compagni per una settimana bianca a cui non è stato invitato, Continua a leggere »
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24 Gennaio 2011

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Certe volte entro in libreria e scorro le novità con gli occhi. È una specie di celo celo manca: verifico di quali titoli non sono al corrente, quali ho ignorato nei bollettini delle novità spediti dagli uffici stampa, quali non mi hanno attratta. C’è sempre qualcosa che, dallo scaffale della libreria, mi chiama in modo particolare e diverso. Soprattutto se è una libreria di quelle che dispongono i libri come piace a me – ma di questo parlerò un’altra volta. Ieri mi è successo con il libro di Giulia Carcasi, Tutto torna (Feltrinelli, 2010, € 11,00). Continua a leggere »
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22 Gennaio 2011

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Ho bisogno di gialli. Fuga dal reale. Violenza che non fa male. Ho letto Troppo piombo di Enrico Pandiani (Instar, 2010, € 14,50). Parigi, nella redazione di un quotidiano vengono uccise, una dopo l’altra, delle giornaliste. Indaga il commissario Jean-Pierre Mordenti, di chiara origine italiana e diventato famoso nel precedente romanzo, Les italiens. Verso pagina 60 un sospetto sul colpevole al lettore viene, persino a me che di gialli ne leggo pochi Continua a leggere »
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20 Gennaio 2011

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Non ho mai avuto troppa passione per i gialli, i thriller, i noir e qualunque storia di delitti e crudeltà. Come diceva Flannery O’Connor, per il male basta la realtà, non c’è bisogno della letteratura. Tuttavia ammetto che i gialli, come i videogiochi, hanno il salutare potere di distrarti proprio dalla realtà, quando essa lo richiede. Quando ne leggo, è per necessità di far vagare la mente in luoghi non sospetti, ove abbia certezza di non trovare specchi rivelatori né pungoli sapienti. Eppure qualche volta questo può succedere anche con un giallo. È il caso di Tua (Feltrinelli, 2010, traduzione di Michela Finassi Parolo, € 10,00), della scrittrice argentina Claudia Piñeiro, Continua a leggere »
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