7 Settembre 2010

Scritto da: Roberta Diliddo
Jamie Ford, Il gusto proibito dello zenzero (Garzanti, 2010, € 18,60). Seattle 1942, il mondo è in guerra. L’America è appena stata attaccata a Pearl Harbor, senza preavviso, senza una dichiarazione di guerra dall’esercito giapponese. In Cina le cose non vanno certo meglio, l’esercito nipponico sta cercando di conquistare territori cinesi. È in questo clima di paura, odio e pregiudizio che due dolcissimi adolescenti, lontani dalle logiche del potere si innamorano. Lui è Henry, un ragazzino americano figlio di cinesi. Lei è Keiko, americana figlia di una coppia giapponese. Due quartieri confinanti, quello cinese e e quello giapponese. Due culture molto diverse e tanti adulti, con regole che non danno scampo. È una storia d’amore bellissima che racconta molto bene le difficoltà di chi decide di lasciare il proprio paese d’origine per trovare una vita nuova. L’educazione ricevuta non si lascia in dogana e non basta uscire da un confine per alleggerisci da sovrastrutture che ormai fanno parte del proprio essere. I genitori di Henry non riescono a integrarsi, Continua a leggere »
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4 Settembre 2010

Scritto da: Alessandra D’Ottone
«Ho sentito dire che toglieranno dal mercato i termometri a mercurio e le lampadine a incandescenza. Niente più palline a mercurio che corrono sul pavimento finchè non si urtano e si fondono in una più grande. Niente più filamenti incandescenti da guardare con gli occhi socchiusi per vedere i fili argentati che fremono. Il mondo è fatto di dettagli. Noi siamo un agglomerato di dettagli. Siamo una manciata di neve fresca che si scioglie al calore della mano. Palline di mercurio, sensazioni imprecisate, trascuratezze, minuti evaporati. Mezze frasi a cui non si è prestata attenzione, facce di cui non si ricorda più l’espressione. Avvertimenti. Segnali. Intuizioni. Paure, premonizioni, fesserie, sogni che s’infrangono e sogni che si avverano, siamo gli oggetti che intasano le nostre case, le memorie che accavallano e perdono di senso, fuse come sono in un significato nuovo. Siamo le disattenzioni. Le conseguenze. Le fortune immeritate. Le sventure. Siamo addormentati sotto cieli noncuranti, cieli che sono ovunque benché la neve li nasconda allo sguardo, come a proteggerli dalle domande di fuoco che incendiano la testa. Avrei soltanto voluto avere il tempo di spiegare a un bambino dalle ciglia scure che i semi della melegrana sono traslucidi e che i bottoni di madreperla un tempo sono stati conchiglie cullate dal mare. E che non siamo capaci di volare. Non lo saremo mai». Questo profondo monologo di un’anima che non sa fare a meno di scaraventare la propria dimensione sensibile su quella gran parte di mondo sovrastata da vasti cieli noncuranti sbalza con sottile veemenza dal testo dell’ultimo romanzo di Benedetta Cibrario, Sotto cieli noncuranti, edito nel 2010 da Feltrinelli. Continua a leggere »
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31 Agosto 2010

Scritto da: Ilia Negri
Sergio Vanni, Un delitto educato (Eclissi editrice, 2010, € 12). Prologo: sagra d’estate con panino alla porchetta e birra, venditori ambulanti con spade illuminate, peluche suonanti e zucchero filato. Mia figlia che si fa prendere dalla nonna (la mamma mai cederebbe) il palloncino a forma di delfino che orgogliosa lega al polso e se lo porta a spasso. Poi un attimo. Il cordino le si sfila di mano e il palloncino vola via, cerca di prendere il filo ma le sfugge di mano: non so descrivervi l’espressione in viso di mia figlia, non piange neppure subito…
Mattina dopo. Sotto l’ombrellone sto leggendo molto presa le ultime pagine di un giallo bellissimo che mi ha passato una cara amica. Il commissario Canti sta passeggiando e in queste parole è racchiusa la chiave per risolvere un complicato caso di omicidio… e anche una chiave di lettura per lo sconforto di mamma e figlia la sera prima. «Lo distolse un pianto dirotto. Si voltò e vide un bambino che piangeva, indicando in aria il palloncino che gli era scivolato via dalle dita e saliva verso il cielo. “Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case”, recitò tra sé e sé, a bassa voce, i versi del poeta».
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28 Agosto 2010

Scritto da: Manuela
Mauro Antonio Albrizio, Sogni di cartone (Edizioni Creativa, 2010, € 13,50). «Bellissima, coraggiosa, a volte dolorosa, esclusiva degli intelligenti, ricca di significati, fondamenta indistruttibile su cui poggia, incrollabile, una serenità consapevole…anche quando si è costretti a pagare per esibirla. La capacità di sfoderarla è l’unica arma non bellica nelle mani di ogni …essere umano. E’ la verità…» (pg. 139). Mauro Antonio Albrizio, sciupafemmine redento, si mette alla ricerca della verità e la trova sepolta nell’unico luogo dove tutti noi facciamo fatica a guardare: dentro se stesso. Da quel momento ogni paura scompare e la verità diviene uno dei tasselli più importanti della sua vita. Mauro Antonio Albrizio, un medico, uno scrittore, un attore, un ballerino di salsa, un cacciatore di polpi che racconta il viaggio interiore compiuto in alcuni anni importanti della sua vita, anni di passaggio, punti di non ritorno, trampolino di lancio da cui Mauro si tuffa nel mare della vita, laddove oltre i polpi ci sono tanti sogni che lo attendono.
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27 Agosto 2010

Scritto da: Paola
Madeleine Wickham, La compagna di scuola (Mondadori, 19,00 euro). “La vita è troppo breve per sprecare tempo all’aereoporto ad aspettare valigie piene di vestiti mai indossati”. Eh sì, in un romanzo leggero, ironico, estivo come questo mi è restata in mente questa frase. L’utile e l’inutile determinano la nostra vita e le nostre scelte. Conviene davver ovivere e arrovelarsi per essere circondati da materiale futile? Io nel viaggio della mia vita preferisco partire con la valigia vuota, in modo da aver più spazio possibile da riempire.
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17 Agosto 2010

Scritto da: Antonella
Antonello De Sanctis, Oltre l’Orizzonte (Ed. No Reply, 2010, € 10,00). «È che eravamo scritti nella stessa pagina e quando due sono scritti sulla stessa pagina, c’è poco da dire. Sì, si potrebbe strappare il foglio in pezzi minuti, dividere i nomi, bruciare la carta, ma come si fa? Quante copie ci sono in giro del nostro romanzo, Marta? E poi le parole non stanno mai ferme, si muovono come spore, rotolano, si amplificano, diventano tuono, pianeti, mare….come si puo stracciare il mare?» (pag. 30). Queste suggestive parole potrebbero sembrare dedicate da un uomo alla propria innamorata, invece sono i pensieri che un figlio rivolge alla propria madre,malata di cancro. Oltre l’Orizzonte è il libro di Antonello De Sanctis, il paroliere romano che ha scritto testi indimenticabili per moltissimi noti interpreti italiani; è un romanzo bellissimo e struggente in cui l’autore “dimostra la sua capacita’ unica di dare musica alle parole”. Assolutamente imperdibile.
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17 Agosto 2010

Scritto da: Paola M.
Loris Zecchini, Il secondo tempo della mia vita (Manni, 2010, € 13,00). Spesso la vita ci porta lontano, i compagni d’infanzia – col passare degli anni – tendono inevitabilmente ad imboccare strade diverse, col rischio di ritrovarsi poi senza riconoscersi, di sentirsi come meteore, incompresi nella genialità (o nella follia, in base al punto di vista personale).
Ed è ciò che succede alle due protagoniste di questo libro, sorelle gemelle, cui gli eventi, la sofferenza, la banalità delle loro vite piatte e delle ambizioni represse, le porta alla separazione definitiva, alla scoperta di l’un l’altra.
In un irrefrenabile crescendo di pazzia e illogicità, il romanzo si srotola limpido per offrire al lettore un noir a tutti gli effetti, leggero e perfido, accattivante e curioso. La sottile sfumatura del passaggio – nell’esistenza di una delle due sorelle – da monotona normalità a calcolata follia omicida non si percepisce: ciò rende ancor più coinvolgente il racconto, spinge inarrestabilmente alla lettura fino all’ultima pagina, finché la curiosità dell’intrigo non trova sazietà. Ed è piacevole scoprire di avere tra le mani un buon libro, uno di quelli che meriterebbero di più se solo l’editoria italiana, spesso elitaria, ed il mercato favorevole solo al nome famoso fossero più elastici nell’osare, nel dare una possibilità anche a quegli autori bravi, purtroppo sconosciuti…
Pur conoscendo personalmente l’autore, ho cercato di essere il più obiettiva possibile: ammetto di essermi trovata in difficoltà perché spesso – quando si tratta di dare un giudizio su un lavoro di cui si conosce l’artefice – si tende ad esaltarne i pregi. Ho letto pertanto Il secondo tempo della mia vita con occhio critico, cercando di non far prevalere il mio favore verso lo scrittore, di analizzare trama e sintassi così come avrebbe fatto a scuola una maestra d’italiano. Ed è sulle basi di queste considerazioni che sono felice di potervi consigliare la lettura dell’ultimo romanzo di L. Zecchini, per poter rendere partecipi anche voi di una storia meritevole di sottile ordinaria follia.
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17 Agosto 2010

Scritto da: Lucia B.
Massimo Padua, L’ipotetica assenza delle ombre (Voras, 2009, € 14,00). «Perché, sai, ognuno ha le proprie ombre. Il problema sta nello scovare la fonte di luce che le proietta, la sua provenienza, e soprattutto comprenderne il significato» (pag. 252). Il romanzo inizia con un’eredità strana, una casa dove ogni stanza racchiude, proprio come i nostri pensieri, un segreto, custodito in un quadro. Ognuna di esse spinge inesorabile verso la successiva e solo nell’ultima, non presente nella planimetria, il protagonista si trova a tu per tu con le sue ombre. Ma vinceranno loro, e il ritmo narrativo si smorza con un singulto. Ancora per questa volta lo scrittore è sconfitto, è impossibile trovare la luce. Un noir intenso e accattivante, con una prosa agile e confidenziale, che sa conferite levità anche ai momenti più tesi.
Scritto da: Lucia B.
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17 Agosto 2010

Scritto da: Raffina
L’ultima riga delle favole (Longanesi, € 13,00). «La maggior parte degli uomini ignora di custodire il germe della propria fortuna. Lo cerca all’esterno, nelle sensazioni superficiali e, non trovandolo, finisce per condurre un’esistenza infelice». Tomàs ha vissuto senza amore, per paura di amare si è negato l’amore durante la sua esistenza e ora che sta morendo si trova presso le Terme dell’Anima ove le anime sono sospese e devono purificarsi. La Vasca dell’Io, la Vasca del Noi e la Tisana del Distacco sono alcuni modi attraverso i quali l’anima deve purificarsi e trovare se stessa. Tomàs cambierà, si purificherà, tornerà in vita e troverà l’amore.
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16 Agosto 2010

Scritto da: Silvia Riccucci
Ho iniziato per scommessa dal primo di questa trilogia, Mi piaci da morire di Federica Bosco (Newton Compton, 2010, € 6,90), e poi quest’estate non ho potuto fare a meno di acquistare anche il secondo (L’amore non fa per me) e il terzo (L’amore mi perseguita) perché la protagonista Monica ormai era diventata una mia amica e l’ho seguita nella sua crescita come donna, nonché nel suo cammino alla scoperta della sicurezza in se stessa e dell’amore vero…
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