22 Settembre 2011

Lisa Genova, Ancora io (Piemme, 2011, traduzione di Laura Prandino, € 17,50, pp. 384). Le prime 77 pagine le ho lette in trance: se togliamo il fatto che Sarah vive a Boston e di figli ne ha tre, questa è la mia vita, pensavo! Lavoro impegnativo, marito collaborativo, giornate farcite come un tacchino, dalla riunione alla favola della nanna, godendo delle gratificazioni di un lavoro amato come del profumo dei capelli dei bambini, un misto di shampoo Baby Johnsons e di wafer. Ma un giorno Sarah ha un incidente: il trauma cranico le toglie la percezione della parte sinistra del corpo. Penso a quando l’emicrania mi crea un buco nero nel campo visivo, proprio a sinistra: niente di paragonabile, ovvio, ma quanto basta a darmi una vaga idea Continua a leggere »
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21 Settembre 2011

Erri De Luca, I pesci non chiudono gli occhi (Feltrinelli, 2010, € 12,00, pp. 115). Quando apro un libro di Erri De Luca mi preparo allo spettacolo: aspetto di vederlo giocare con le parole e spremerne significati imprevisti. Sembra un prestigiatore che estrae il coniglio dal cilindro. Qui parla dei 10 anni, l’età con la doppia cifra: quando l’infanzia smette ufficialmente, Continua a leggere »
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21 Settembre 2011

Mi hanno chiesto di scrivere un pezzo/racconto sull’essere madre per una antologia di scritti di donne di vari Paesi. In cerca di ispirazione, ho ripreso in mano un libro che non ho mai finito, Bambini nel tempo di Ian McEwan (Einaudi, 1987, traduzione di Susanna Basso). Forse conoscete la storia: c’è un padre che va al supermercato con la figlia di cinque anni e lì la perde. La tragedia (alla quale non ho retto tant’è che nonostante la ricchezza ipnotica di McEwan, la prima volta l’ho mollato a metà) devasta la coppia dei genitori, «Non potendo dare né chiedere un po’ di conforto, non si desideravano» (pag. 50). McEwan ci porta in una spirale che scende verso il basso, in riflessioni sempre più intime, sotterranee, sul senso delle nostre relazioni ma anche delle nostre abitudini mentali e delle nostre stesse nature. E a pagina 51 arriva a definire la differenza, secondo me ultima, fra uomini e donne. Continua a leggere »
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20 Settembre 2011

Confesso la diffidenza verso il genere racconto, che è un po’ come un arco con una sola freccia, o fa centro o non è. Confesso anche un certo scetticismo verso le raccolte di più autori, un racconto per ognuno è una sola freccia all’arco e il centro da infilzare a occhi bendati. Ma quando mi è arrivato Non è un paese per donne (a cura di Carmen Pellegrino e Cristina Zagaria, Mondadori, 2011, € 10,00) qualcosa mi ha attratta. Vuoi la copertina, vuoi il sottotitolo (Racconti di straordinaria normalità), vuoi la citazione del funambolo Philippe Petit in cima all’introduzione delle curatrici (il libro è nato in due mesi dopo le piazze del 13 febbraio), vuoi la prefazione di Miriam Mafai («La “donna-corpo” occupa la cronaca politica e mondana e rischia di lasciare in ombra tutte le altre, la maggioranza»)… Eccole qui, “tutte le altre”, nelle storie di 14 scrittrici. Tema: essere donna, in Italia, non è facile. Neanche oggi. Men che meno oggi. Continua a leggere »
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19 Settembre 2011


Claudio Rossi Marcelli, Hello daddy! (Mondadori, 2011, € 17,50). Questo librò è di quelli che scivolano via, scritti senza intoppi. La curiosità di entrare nel mondo che dischiude fa il resto: lo attacchi e non smetti, vuoi sapere, capire: cosa significa il desiderio di paternità per una coppia gay, come è possibile, oggi, realizzarlo, che tipo di famiglia ne nasce. Come sempre quando le cose le si guarda da vicino (dall’interno, in questo caso), perdono la loro forma generica e stereotipata, si spogliano dei pregiudizi e diventano quello che sono. In questo caso: la storia di una famiglia. La chiamano famiglia omoparentale. Ce ne sono molte più di quante si creda. Claudio Rossi Marcelli e Manlio, il suo compagno, sono papà e papà di tre figli. Il libro è da leggere perché allarga gli orizzonti e cura la paura della diversità. Poi nascono molte domande: cosa racconteranno ai loro figli? Chi dei due fa la “mamma” e chi il “papà”? Come li guarda la gente? Una collega che stimo molto, Antonella Trentin, è andata a Ginevra a conoscere Claudio Rossi Marcelli, il suo compagno e tutta la baby tribù, l’intervista (secondo me bellissima e con un servizio fotografico altrettanto bello) è pubblicata su Donna Moderna n. 38, in edicola fino a mercoledì. Antonella mi ha chiamata dopo averli incontrati, Continua a leggere »
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14 Settembre 2011

Christian Frascella, La sfuriata di Bet (Einaudi, 2011, € 17,00). Leggendo questo romanzo ti sembra di guardare il mondo di oggi attraverso il buco di una serratura. Il punto di vista è circoscritto, ma lo spaccato che inquadra è chiaro. E in questo caso emblematico della condizione dei ragazzi italiani, e della nostra situazione sociale. La protagonista è Bet, una liceale 17enne di Torino; sulle prime si presenta come la tipica ribelle che gira per la città di notte, va nei bar da sola, è scontrosa, non ha peli sulla lingua e ha sempre pronta una risposta velenosa. Ma ha anche una sua visione del mondo («Sono strani gli uomini tristi. Con tutto che comandano ogni cosa loro, riescono pure a sentirsi tristi. E allora noi? Che dovremmo fare?» pag. 3. Continua a leggere »
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12 Settembre 2011


Danzy Senna Caucasia (Dalai, 2011, traduzione di Chiara Vatteroni, € e 20,00, pp. 411). In questo libro la prima cosa che conquista è la storia. Birdie ha padre nero, mamma bianca, sorella nera. Lei ha la pelle chiara. Cresce a Boston negli anni Settanta quando la questione razziale è tutt’altro che pacifica. La famiglia della madre discrimina la sorella, la scuola per neri discrimina Birdie. Continua a leggere »
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9 Settembre 2011

Ogni tanto la mia ossessione per le classificazioni mi dice che dovrei riservare uno spazio della libreria ai “libri wow” (o uau, per dirla all’italiana), che è come li chiama la mamma australiana di un amico di mio figlio, una definizione che nella nostra lingua non ha eguali e che riprendo per la sua efficacia naïf. Sono libri di solito di piccole dimensioni e con poche parole, spesso illustrati, il più delle volte inclassificabili secondo i generi tradizionali, che leggi d’un fiato appollaiato nell’angolo di una libreria perché le poltrone, se ci sono, non sono mai libere: lo leggi e alla fine sorridi da solo, così, appoggiato allo stipite del reparto “esoterismo” dove ti eri rifugiato perché lì, di solito, c’è meno gente. Sono libri che hanno l’effetto di certe canzoni, generano uno stato emotivo lieto a prescindere dal tuo contesto. Perché riesco a dire qualcosa di piccolo ma di universale che ti fa sentire meno piccolo, nell’universo. L’ultimo che mi è capitato è di Frank Tashlin L’orso che non lo era (Donzelli, 2011, € 12,50, pp. 56). Continua a leggere »
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7 Settembre 2011

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Questo libro esce oggi. A me è arrivato in redazione qualche settimana fa. Scatola di cartone con nastro a scacchi rossi e, dentro, un pacchetto di carta velina: contiene il libro, una molletta che regge una minuscola lavagna tipo quelle che si appendono in cucina per segnare la spesa, e due posate di legno. La storia ha per protagonista una giovane cuoca che ha ereditato dal padre un ristorantino a Parigi; in fondo al libro, le ricette del “menu d’amour” di Aurélie, la protagonista. Il menu d’amour è quello con cui suo padre aveva fatto innamorare sua madre. L’ho letto e ho deciso di recensirlo su Donna Moderna perché penso possa incontrare il gusto di parte delle nostre lettrici. Qui c’è la recensione per il giornale. Ma anche qualche domanda. C’era proprio bisogno che la Feltrinelli perdesse la testa… per amore? Un lettore abituato a comprare libri Feltrinelli sarà contento di trovarsi a sorpresa Continua a leggere »
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22 Agosto 2011
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