le domande lasciate indietro
(Andrea Bajani Ogni promessa)

26 Ottobre 2010
Tempo di lettura: 2 minuti

Ho appena letto Ogni promessa di Andrea Bajani (Einaudi, 2010, € 19,50). Non è un romanzo “perfetto”, Antonio Tabucchi su La Repubblica gli ha dedicato un tronfio sproloquio sul crinale fra promozione e bocciatura, ma senza cogliere secondo me il  pregio di Bajani (che ha 35 anni e scrive da cinque). Perché è vero che la trama regala piccole sorprese solo verso la fine, e che il racconto a tratti rallenta, ma fin dall’inizio la scrittura è speciale, coglie la poesia del quotidiano, rende come nessuno i gesti minuti in cui scorre il tempo. Nelle prime tre pagine e mezza Bajani riassume tutta la tavolozza dei sentimenti di una coppia che non riesce ad avere un figlio: il libro vale la pena anche solo per queste. Se vi interessa andare oltre, ecco la storia. Pietro viene mollato da Sara. L’ultimo biglietto che lei gli lascia sul tavolo dice: «Telefonato tua madre, è morto Mario. Mario?». È il nonno paterno di Pietro, tornato folle dalla campagna di Russia; Continua a leggere »

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Paola Mastrocola La felicità del galleggiante

26 Ottobre 2010

“Galleggiante di mare

che rimani in superficie

che salvi

la rete dall’affondo

o le chiavi o il nostro

portafoglio,

ti tiene una catena al fondo,

non te ne puoi andare.

Forse ti piacerebbe sprofondare,

vedere cosa si nasconde sotto,

frequentare

un po’ del nostro buio abituale.

Mi dispiace, non t’è dato.

Sei il nostro multi-

colorato scampo

– il sughero, la boa,

il gavitello

che ci occhieggia per attraccare –

la sola cosa in vista

alle nebbie dell’orizzonte

in questo vasto nostro indistinto

troppo infinito firmamento:

tu gli fai da punto, gli opponi

qualche non futile orpello.

Non mi lasciare, galleggiante.

Voglio stare come te

sull’acqua

fluttuante, non scandagliare

le cause e le ragioni: stare

attaccata,

appagata di guardare

il mondo cangiante, e non andare

a fondo.

A fondo c’è sabbia e roccia,

piana o leggermente mossa:

nient’altro che si possa

riportare a galla”.

[Paola Mastrocola, La felicità del galleggiante (Guanda, 2010, € 13,00). Una raccolta di poesie che ruotano intorno al mare, terreno fertile per metafore; ogni tanto apro il libro e ne rileggo una a caso: oggi questa. Invidio il galleggiante].

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la forma dei capelli
(Marie Reine Toe Il mio nome è Regina)

21 Ottobre 2010
Tempo di lettura: 2 minuti

Conosco Marie Reine Toe, ma non è solo per questo che vi parlo del suo libro, Il mio nome è Regina (Sonzogno, 2010, € 15,00): è per i suoi capelli. Se avete due minuti, capirete perché. Uoagadougou, novembre 1982: «La rivoluzione scoppiò un pomeriggio, inaspettata come tutte le cose dolorose. Stavo tornando a casa da scuola pedalando sul mio chopper». Marie Reine Josiane Toe è una ragazzina privilegiata, figlia del diplomatico André Toe, vive in un quartiere di lusso, frequenta scuole private, in quelle pubbliche la tiranneggiano perché è troppo ricca. Quel pomeriggio però la sua vita cambia. All’imporovviso degli spari, qualcuno le dice Scappa, è scoppiata la rivoluzione!, e lei corre, «i bambini, come gli animali, quando avvertono il pericolo fuggono il più lontano e il più velocemente possibile per lasciarselo alle spalle. Io ho continuato a fare così anche da adulta – scrive Marie: sono sempre fuggita via, correndo a più non posso». Continua a leggere »

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guardare negli occhi chi è malato
(Anna Paola Simonetti Ho perso il “punto G”)

21 Ottobre 2010
Tempo di lettura: 30 secondi

Anna Paola Simonetti, Ho perso il “punto G” (Mursia, 2009, € 9,00). «La guardo negli occhi: è una cosa che qui dentro ho imparato. Guardare chi soffre, chi è malato, chi è offeso nel fisico, guardarlo dritto negli occhi, senza paura» (pag. 80). È una delle “lezioni di coraggio” di questo libro, scritto da una non scrittrice dopo 17 giorni di ricovero per un’improvvisa paralisi alle gambe. È il diario dall’ospedale: 7° piano, reparto non paganti, l’intimità coi vicini di letto, ritmi e rituali da degenti, storie e malattie descritte con ironia (a cominciare dal titolo, ovvero quel che ha pensato l’autrice scoprendo di non sentire più metà del corpo). Queste pagine sono un’autentica libroterapia. Curano (un po’) la paura dell’ospedale. E curano quel male che ci spinge a sfuggire chi soffre.

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filosofia in coda al check-in
(Alain De Botton Una settimana all’eroporto)

20 Ottobre 2010
Tempo di lettura: 1 minuto

Alain de Botton, Una settimana all’aeroporto (Guanda, 2010, € 13,00). Invitato a trascorrere 7 giorni da osservatore all’aeroporto londinese di Heatrow, Alain de Botton ficca il naso ovunque, osserva le persone con quello speciale scanner installato nel cervello di ogni bravo scrittore, ne rileva gli stati d’animo come un metal detector. Alla fine scrive questo libretto-resoconto. Lo apro incuriosita e lo bevo in un’ora e dieci: Continua a leggere »

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speriamo che sia femmina
(Lia Celi Piccole donne rompono)

19 Ottobre 2010

Tempo di lettura: 1 minuto

Va detto che i libri sul tema neomamma mammamoderna mammacrobata mammamia abbondano, ma se proprio ne avessimo desiderato un altro doveva essere esilarante come Piccole donne rompono di Lia Celi (Rizzoli, 2010, €16,00). Una menzione speciale va al titolo: ho in casa una baby-teenager di 7 anni e mi è sembrato parlasse di lei. Leggendolo (d’un fiato e ridendo alle lacrime) ho scoperto che sulle molte e replicanti autrici di “mum-lit” (letteratura per/sulle mamme) Lia Celi ha un vantaggio: 3 figlie femmine (e 1 maschio). Se pensate che ne faccia una questione sessista, sbagliate: ho un bambino e una bambina e posso dire che non sarebbe uguale avere tre maschi o tre femmine, immagino anche dal punto di vista del “materiale letterario”. «Una figlia è una gioia, due una sfida, tre un partito di maggioranza relativa» scrive Lia Celi. Mi viene in mente quando alla seconda gravidanza l’ecografista annunciò «È una ragazza», e mio marito, calcolato che col primogenito si finiva 2 a 2, ebbe l’urgenza di dirmi: «Bisogna fare un altro maschio, con voi donne parità numerica equivale a minoranza». Non l’ho ascoltato.

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Michael Cunningham e quello che
gli uomini non capiscono (delle donne)

19 Ottobre 2010

Esce domani in Italia e in contemporanea in America Al limite della notte di Michael Cunningham. Ho postato la recensione qualche giorno fa, avevo letto le bozze e non ho resistito a scriverne subito. Aggiungo la copertina dell’edizione italiana, che allora non c’era. E una frase dall’ultima pagina: «Qui è dunque l’opera d’arte di Peter. Qui è la sua vita (anche se sua moglie potrebbe lasciarlo, anche se lui ha vacillato in molti modi). Qui c’è una donna che continua a cambiare, impossibile da consegnare a una gettata di bronzo perché è già diversa da quella che era quando Peter è entrato dalla porta, diversa da quella che sarà tra dieci minuti».

Michael Cunningham ha capito quello che pochi uomini (e mariti) capiscono.

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si smette di amare?
(Alberto Ongaro Interno argentino)

12 Ottobre 2010
Tempo di lettura: 1 minuto

Alberto Ongaro Interno argentino (Piemme, 2010, € 16,50). Nico ha lasciato Buenos Aires anni prima, con l’alibi delle persecuzioni politiche: in realtà fuggiva da Sidney, la donna che aveva smesso di amare. Tornato nell’appartamento di calle Eduardo Costa dopo che vi è morto l’ultimo inquilino, Nico ricostruisce ciò che è accaduto dal giorno della sua partenza: ha solo indizi, qualche intuizione, un collage di supposizioni che però non possono che essere la vera storia dei fatti susseguitisi dal momento in cui lui ha lasciato l’Argentina per l’Italia. Sidney che si rifugia nelle stanze del loro amore; Continua a leggere »

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qualcosa di rotto tra una madre e una figlia
(Letizia Muratori Sole senza nessuno)

12 Ottobre 2010

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Letizia Muratori, Sole senza nessuno (Adelphi, 2010, € 16,00). Mi chiedevo cosa significasse il titolo. L’ho capito all’ultima pagina, «Fiera sollevai il mento, e la luce di giugno mi abbagliò. Eravamo io e il sole, senza nessuno. Non avevo più voglia di tornare a casa, ero tornata a essere una ragazza pericolosa». Io e il sole, senza nessuno. Ma anche “sole senza nessuno”. Sole come sono Emi e Sofia, una madre e una figlia tra cui qualcosa si è rotto molti anni prima: però Sofia non può saperlo. Continua a leggere »

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nobiltà perduta
(Rosa Matteucci Tutta mio padre)

12 Ottobre 2010
Tempo di lettura: 1 minuto

Rosa Matteucci, Tutta mio padre (Bompiani, 2010, € 17,50, pp. 286). Per me Rosa Matteucci (classe 1960) è la miglior scrittrice italiana di oggi. Morti i genitori e il cane, Rosa – chiaro alter ego dell’autrice – ripercorre la propria vita, trascorsa fino agli otto anni in una famiglia nobile e ricchissima di Orvieto, e dagli otto in poi in una famiglia che ha sperperato tutto e vive tra il dileggio del popolino su cui un tempo dominava. Parte del merito è stato di suo padre, dedito a spiritismo, occultismo, astrologia, lotterie e gioco d’azzardo, ma non al lavoro. È con la sua perdita che Rosa fa i conti tra amore, nostalgia e rabbia, mentre dipinge i vezzi della nobiltà andata, i piatti d’oro, i “canini” di razza, la madre che pensa in tedesco. Continua a leggere »

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