7 Ottobre 2010

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Giusto ieri con un’amica citavamo Vargas Llosa… Coincidenza? Premonizione? Si parlava delle mille cose che cerchiamo di fare ogni giorno e tutte insieme, del senso di vitalità che ne deriva, ma anche della fatica e confusione: e se a un certo punto ci confondessimo, se ognuno degli interessi, progetti, impegni che riempiono la nostra vita smettesse di correre in linea retta e si intersecasse agli altri con travasi imprevisti? Ci è venuto in mente Pedro Camacho, da La zia Julia e lo scribacchino, che Mario Vargas Llosa scrisse nel 1977 (potete leggerlo edito da Einaudi, 2006, € 12,50): autore di popolarissimi romanzi radiofonici a Radio Central, a Lima, Pedro Camacho è oppresso dal troppo lavoro, affaticato, stressato; inizia a confondere i personaggi dei suoi romanzi, Continua a leggere »
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6 Ottobre 2010

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Andrea De Carlo, Leielui (Bompiani, 2010, e 18,50). Esce oggi, ha 568 pagine ma si legge in un lampo, un capitolo visto con gli occhi di lei, uno con gli occhi di lui, l’amore al centro. Potrebbe essere una commedia con Meg Ryan. Lei ha lasciato l’America per l’Italia e ora, a Milano, insegue il sogno di una relazione che funzioni. Ma «quando cerchi qualcosa che non hai, finisci col trovarlo in qualcuno che non ti assomiglia del tutto. La piccola fabbrica di insoddisfazioni non smette mai di girare, mai» (pag. 99). Infatti Clare rischia di tirare troppo in lungo l’ennesima storia sbagliata. Però l’amore giusto “capita”, devi saperlo riconoscere in una schermaglia, in un sms pungente, in una battuta che ti mette a nudo… Arriva Daniel e la aiuta a essere quello che è. I grandi amori servono a questo, scoprire chi siamo e diventarlo.
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3 Ottobre 2010


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Michael Cunningham, Al limite della notte (Bompiani, 2010, € 16,50, sarà nelle librerie il 20 ottobre, in contemporanea con l’America; la copertina italiana non è ancora disponibile). Dovevo leggerlo al volo e recensirlo sul giornale; salterò un po’ di pagine, pensavo, mi basta capire il senso; invece ho letto ogni parola, sottolineato, piegato angoli e a tratti riletto. Mi ha catturata dalla prima riga: «L’Errore sta venendo per fermarsi un po’». All’ottava capisci che l’Errore è una persona e dopo tre pagine sai che è il fratello minore di Rebecca la quale, su un taxi diretta a una festa, conversa col marito Peter. Lei è editor, lui un gallerista ben inserito nell’incerto mondo dell’arte contemporanea, sono una coppia di quarantenni a New York, ma potrebbero essere qui, sono come noi. Da abile narratore, Cunningham svela con i tempi giusti ogni dettaglio: Continua a leggere »
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30 Settembre 2010

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Mary Westmacott, Il deserto del cuore (Mondadori, 2010, € 9,50). «Io ti dico che se tu distogli Rupert Cargill dal suo lavoro e gli rendi impossibile continuare a farlo, verrà il giorno in cui dovrai rassegnarti a vedere l’uomo che ami infelice, insoddisfatto, invecchiato prima del tempo, stanco, scoraggiato… Insomma, un uomo solamente a metà. E se pensi che il tuo amore, o l’amore di qualsiasi donna, possa ricompensarlo per questo, allora ti dico chiaro e tondo che sei una piccola stupida sentimentale» (p. 111). Mary Westmacott, ovvero Agatha Christie, scrisse queste parole nel 1944. Il romanzo da cui sono tratte è sbrigativamente definito “rosa”. Psicologico gli renderebbe più giustizia, ma non basta ancora. La regina del giallo raccoglie con occhio da detective e cuore da vera donna gli indizi del più grave e diffuso crimine amoroso: volere l’altro a nostro modo.
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28 Settembre 2010


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Lucia Extebarría, Amore, Prozac e altre curiosità (Tea, 2002, € 8,60). «So che sembra assurdo, ma a me piaceva fare i lavori di casa, non so, pulire, fregare e lucidare hanno sempre avuto effetti rilassanti su di me. Mi piaceva spolverare la sala e vedermi specchiata sul tavolo di mogano così come pulire i rubinetti della cucina e scoprire che bastava una spugnetta per far luccicare una superficie opaca e, non so, sembrerà idiota, ma a me pare che ci sia qualcosa di rilassante e rasserenante nel far ordine, nel sistemare le cose, nel trasformare il caos in bellezza» (pag. 167). Non tutte, ma qualcuna si ritroverà in questa frase. Ana sfrega la casa ma quel che cerca di pulire via sono dolori antichi, uno stupro, un matrimonio sbagliato, e poi errori di lungo effetto. Abbiamo tutti un caos da trasformare in bellezza. Ana alla fine ci riesce.
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23 Settembre 2010

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Andrew Sean Greer, La storia di un matrimonio (Adelphi, 2008, € 18,00). «Perché l’ha fatto? ci chiediamo del professore conformista che scappa con una delle sue studentesse. E della ragazza adorante che rompe il fidanzamento: Perché? ce lo domandiamo sempre , quando si tratta delle vite altrui. Davanti a sé avevano fortuna, denaro, felicità, e per qualche ragione hanno preferito il precipizio. Perché? […] Nessuno lo sa finché non arriva l’intuizione: la vita è breve, le occasioni poche. Se è alla vostra portata, scegliete l’estasi; se appena potete, scegliete l’amore. […] Forse, nelle nostre vite ordinarie, è l’unico vero gesto di poesia» (pag. 224). Questo è il finale di un romanzo bellissimo e pieno di sorprese, che scandaglia l’inspiegabile nascosto in ogni matrimonio: quanto si può essere lontani, marito e moglie, e come proprio lì, in quella distanza, si celi l’amore.
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21 Settembre 2010

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Pascal Mercier, Treno di notte per Lisbona (Oscar Mondadori, 2008, € 9,40). Un giorno il grigio e prevedibile Gregorius, prof di liceo, esce dall’aula e prende un treno per Lisbona, abbandonando per sempre la sua vita abitudinaria. «È un errore credere che i momenti decisivi di una vita, in cui il cammino usuale modifica per sempre la sua direzione, debbano essere connotati da una drammaticità chiassosa e stridula e da violenti maremoti interiori. […] In realtà l’esperienza che determina un drammatico cambiamento di vita ha spesso una levità incredibile. […] spesso nel momento in cui ha luogo può passare inosservata» (pag. 47). Se l’attimo della svolta facesse rumore, ci verrebbe paura, e non cambieremmo mai.
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15 Settembre 2010
«Comincio a nutrire il sospetto che siano i libri a leggere noi, e non viceversa» (Giorgio e Nicola Pressburger, L’elefante verde, Einaudi, 2002, € 8,00, pag. 4).
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4 Settembre 2010

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Amélie Nothomb, Stupore e tremori (Guanda, 2006, € 7,50). «Mi vide ed esclamò: “Amélie-san!”. Lo disse in quel modo giapponese formidabile che consiste nel confermare l’esistenza di una persona lanciando nell’aria il suo nome» (pag. 110). Mi viene in mente una collega che non ha mai perdonato i suoi per averla chiamata come il fratello, solo una “a” di differenza. Conosco persone che nemmeno si chiamano, per nome. Soprannomi distratti. Cognomi distanzianti. Nomignoli che etichettano. Epiteti che distolgono. O nomi abbaiati che prendono la forma di un rimprovero. Com’è bello quel -san da attaccare per riguardo. Ricordo come mia nonna diceva Francesca: lo lanciava nell’aria e col tono ci attaccava un sorriso. Voglio esercitarmi in pronuncia di nomi alla giapponese. Continua a leggere »
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1 Settembre 2010

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David Nicholls, Un giorno (Neri Pozza, 2010, € 18,00). Emma è seria, piena di ideali, impegnata politicamente, porta occhiali da secchiona che coprono un po’ la bellezza di cui non è consapevole; Dexter è figlio di buona famiglia, incline al disimpegno, alle sbronze e all’ossessione di trovarsi un posto al sole. Dexter e Emma passano insieme la notte della loro laurea. È il 15 luglio 1988, si piacciono da pazzi, ma lei è impacciata, lui non vuole mostrarsi troppo coinvolto e la storia prende una piega strana. Dex e Em si negano l’uno all’altra e a se stessi per 392 pagine, Continua a leggere »
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