il bacio a Teresa
(Ugo Foscolo Ultime lettere di Jacopo Ortis)

2 Dicembre 2010
Scritto da: Luna

«Sì, ho baciato Teresa! I fiori e le piante esalavano in quel momento un odore soave,le aure erano tutte armonia, i  rivi risuonavano da lontano e tutte le cose s’abbellivano allo splendore della luna» (pag. 88).Tratto da Ultime lettere di Jacopo Ortis (Giunti). L’autore è Ugo Foscolo che qui descrive il turbamento del suo animo dopo il tanto agognato bacio a Teresa, la donna di cui s’innamorò perdutamente in modo platonico essendo lei promessa ad un altro. Sono pagine scritte con il sangue, che riescono a creare un legame immaginario tra l’autore e il lettore, tanto forte è l’impetuosità delle parole vergate.

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Ugo Riccarelli Comallamore

2 Dicembre 2010
Scritto da: Alessandra D’Ottone

«“Come all’amore, come all’amore” ripetè intanto il ragazzo e quel ripetere prese quasi il ritmo di una litania ossessiva che occupava il tempo, stringeva le parole tra loro, le univa e le sintetizzava in un unico grido: “Come all’amore, come all’amore” urlò… Le braccia spalancate, la testa rivolta all’insù, il giovane cominciò la sua danza sfrenata fatta di ghirigori e salti, una danza impazzita punteggiata dall’urlo della parola che aveva appena creato, con la quale aveva affrontato la paura, finalmente matto e saggio, rapito dalla felicità dell’amore che cambiava le regole della guerra e la scacciava». Comallamore (Mondadori, 2009, € 18,00) è l’ultimo romanzo firmato dal pluripremiato Ugo Riccarelli (il Gabriel Garcia Márquez italiano insignito, nel 2004, del Premio Strega per Il dolore perfetto). Con uno stile avvolgente e in punta di sogni, con la delicatezza dei fiori che accompagnano la storia e i suoi personaggi, l’autore sceglie di trattare una realtà non poco amara. Continua a leggere »

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voglia di rivincita
Lucio Schiuma Sarò come Garrincha

2 Dicembre 2010
Scritto da: Imma

Lucio Schiuma, Sarò come Garrincha (Edizioni Croce, 2010). Ho la fortuna di avere un amico come lui… Il mese scorso ha finalmente pubblicato il suo primo romanzo. Ecco un assaggio del libro di Lucio Schiuma: «È proprio in questi momenti che devi riuscire a tirare fuori tutto te stesso. È proprio quando tutti sono esausti che devi riuscire ad attingere alle tue riserve di energie nascoste. È proprio quando tutti sembrano sul punto di mollare che devi riuscire a vincere la partita. Anche da solo, se necessario, con una tua singola giocata. È proprio questo che ti renderà migliore di tutti gli altri. La capacità si soffrire! Continua a leggere »

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Tripoli bel suol d’amore

29 Novembre 2010
Scritto da: Maria Teresa Verdirame

Serena Caramitti, Quarta sponda. Tripoli bel suol d’amore (Robin Edizioni, €14,00).  Storia di una famiglia borghese, filtrata attraverso gli occhi di due ragazzi. Andrea e Anna. Una vita serena,  in uno dei quartieri più belli della Tripoli coloniale, denominato Città Giardino, allietata da ricevimenti nei salotti  di casa  con relativi pettegolezzi e chiacchiere di tradimenti, di cui uno attraversa anche la famiglia dei ragazzi, e dai balli nel castello della città. Ma come un soffio caldo di Ghibli, proveniente dal deserto, arriva la notizia che l’Italia è entrata in guerra al fianco della Germania. Continua a leggere »

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Harper Lee Il buio oltre la siepe
(con una bella citazione)

24 Novembre 2010
Scritto da: Adele D’Amato

Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

Il libro stava lì, sulla libreria, da quando mi ricordo di aver iniziato a distinguere un titolo dall’altro. Verde, alto, copertina rigida e sgualcita: Il buio oltre la siepe. Non ho mai avuto il coraggio di aprirlo, pensavo ad uno di quei romanzi sull’America di Doris Day, con le gonne svolazzanti e i cocktail party. No, non faceva per me. Fino a quando, 30 anni dopo, leggo che  To kill a Mockingbird di Harper Lee è il classico più amato dai lettori statunitensi. Bene, questo mi manca, ma come è stato tradotto in italiano? Sì, sì era proprio lui: Il buio oltre la siepe. E Harper Lee è pure una donna. Continua a leggere »

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Daria Bignardi Un karma pesante

19 Novembre 2010
incipit prova
Scritto da: Roberta Diliddo

Daria Bignardi, Un karma pesante (Mondadori, 2010, € 18,50). Ci sono persone che nascono con la camicia, sono quelle a cui tutto va per il verso giusto, tutto sembra essere facile, quasi predestinato. Altre invece sembra debbano conquistare tutto a fatica e mai pienamente. Forse  è vero, forse alcuni hanno una stella fortunata, una specie di via preferenziale, ma è anche vero che per gli altri a volte la zavorra che  tiene con i piedi per terra è quasi una scelta un “non poterne fare a meno” Sì, perché a volte quel piacere un po’ sadico che ti porta a credere di vivere una vita di qualità solo nel momento in cui soffri, stai male, distruggi quello che con fatica costruisci ti rende la vita difficile, faticosa. Questo romanzo è un volo leggero, una piacevole lettura in compagnia di Eugenia. Una vita tra Londra, New York, Milano alla ricerca di equilibrio. Una donna che conosce bene quella irrequietezza che ti porta a cercare sempre altrove Continua a leggere »

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un avatar chiamato cliente
ovvero: vita quotidiana di una cassiera

19 Novembre 2010
Un racconto di: Giusy Mastronardi

Domenica pomeriggio piovosa… Cosa si può fare? Mah provare a buttar giù qualche riga sul tema dell’ultimo concorso indetto dall’azienda: I NOSTRI CLIENTI… dai sì, ci provo… ma da dove comincio??? non vorrei essere troppo didattica, precisa e pedante, insomma è un gioco! ed eccomi a cercare, tra le mille pagine di internet dove trovo molti link sulle frasi strane dette dai clienti, ma fa capolino nella mente una notizia che avevo sentito, confusamente e distrattamente, tra tante… una cassiera francese autrice di un vero è proprio best seller, pubblicato in varie nazioni e in procinto di diventare un film. E sì, ricordavo bene, un vero successo dal titolo Tribolazioni di una cassiera di Anna Sam un libro in cui, in modo divertente e simpatico si analizzano le situazioni che sono capitate negli anni all’autrice. Mi piace l’idea, e come poteva essere differente, è ciò che ogni giorno si palesa davanti ai miei occhi, è la mia STORIA!

Professoressa di storia mancata, cassiera per necessità, da nove anni mi passano davanti agli occhi una miriade di tipologie di clienti e ancora non smettono di sorprendermi le umane intemperanze. In questi anni ho elaborato una teoria: la maggior parte degli esseri umani, anche i più pazienti di questo mondo, appena entrano in un negozio, si trasformano in avatar chiamati CLIENTI; niente a che fare con il fantasioso mondo di Pandora, anzi! Le tipologie si mescolano e talvolta si accoppiano creando nuovi avatar con caratteristiche sempre più variegate. La cassa è come una poltrona in prima fila al cinema, dove tutti i giorni trasmettono un film, mai noioso e mai ripetitivo. La gente, strano ma vero, non ti vede, mi capita ancora che i clienti arrivino vicino a me e mi chiedano: «Scusi, la cassa?»… Continua a leggere »

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troppo pieno, troppo vuoto
(Mark Haddon Lo strano caso del cane
ucciso a mezzanotte
)

16 Novembre 2010
Scritto da: Stefano Iacus

Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (Einaudi, 2005, € 11,50). Ho iniziato a leggerlo in aereoporto incuriosito dal titolo e dal commento in copertina di Oliver Sachs che scrive «commovente, verosimile e divertente». Ed effettivamente mi ci sono ritrovato. È a tratti una storia forte che racconta la rinascita di un bambino affetto da una forma particolare di autismo, che affronta un viaggio intimo che gli cambierà la vita. Una madre che scappa perché incapace di gestirlo e pure lo ama, un padre incapace di accettare la debolezza della madre e che, pur negandosi una vera esistenza per accudire Christopher, alla fine perde la cosa più importante e cioè la sua fiducia. Christopher è una bambino che non puoi abbracciare e che accetta come unico scambio di affetto sfiorare i polpastrelli della tua mano protesa a ventaglio. Chi resisterebbe a questa tortura!

Il finale non si svela mai, ma la descrizione dell’autismo è quella che più colpisce. Haddon, fa dire a Christopher alcune perle come «i cani sono fedeli e non dicono bugie perché non sanno parlare»; oppure «mi piace quando piove forte, è come essere avvolti da un rumore indistinto, continuo, che mi ricorda il silenzio ma non è vuoto come il silenzio». Oppure, Continua a leggere »

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Nemico, amico, amante…
i racconti di Alice Munro

16 Novembre 2010
Scritto da: Annalisa Liuzzi

Alice Munro, Nemico, amico, amante… (Einaudi, 2005, € 12,00). Riservano piacevoli sorprese i racconti creati dalle abili mani di Alice Munro, narratrice senza tempo. L’intimità, la sensibilità, le passioni complicate così come le metamorfosi interiori accompagnano la vita di donne che assumono nuovi ruoli; che scovano nuovi percorsi casualmente; che da situazioni di perdenti si ritrovano ad essere soddisfatte. La Munro riesce con grande maestria e semplicità a ritrarre, con storie minime, i grandi temi della malattia, della vecchiaia, dell’amore, della morte e della famiglia attraverso dei piccoli racconti scorrevoli. Ma la sua grande capacità non sta solo in questo, sta anche Continua a leggere »

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la rucola

13 Novembre 2010
Un racconto di: Nicoletta Giorgio

“Biglietti prego”
“Sono un collega, ti faccio vedere il tesserino?”
“No, figurati”
“Lei è mia moglie”
“Benissimo, allora buon ritorno”.

Anche se faceva un bell’effetto non era stato come qualche ora prima, che era stata la prima volta, e lei, nell’essere pronunciata da un’altra voce, moglie per un altro uomo, si era sentita rinascere, era come se quell’insieme di suoni, messi insieme, le avessero dato un altro corpo e un’altra vita.
Mario le aveva detto partiamo, non ti dico dove ti porto, è una sorpresa. Lei aveva preparato i panini, li aveva comprati il giorno prima, di mattina, e li aveva subito congelati. E poi aveva comprato la carne, e non aveva badato a spese, e aveva comprato anche la rucola, che aveva mangiato la prima volta da poco, non ne conosceva l’esistenza, ma l’aveva vista su un giornale, in una ricetta, e l’aveva provata, ed era amarognola e pizzicava, ma con quel nome faceva fine e le sembrava che usarla fosse una cosa moderna. Continua a leggere »

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